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giovedì 12 settembre 2013

ATTIVATI! Quest'anno collabora con Entropia!


L’Associazione Culturale Entropia cerca laureandi/laureati Unical da inserire nelle attività socioculturali previste per l’anno accademico 2013/2014 presso l’Università della Calabria.





L’attività consiste in:
- redazione, stampa e distribuzione del giornale universitario “Fatti Al Cubo”
- sportello informativo e di assistenza all’utenza
- organizzazione di corsi, laboratori ed eventi culturali

E’ previsto un adeguato rimborso spese.

Durata del progetto:
9 mesi (dal 1° ottobre 2013 al 30 giugno 2014)

Impegno richiesto:
25 ore settimanali

Titoli di preferenza:
buona conoscenza del territorio universitario, esperienza in ambito associativo culturale e giornalistico, dimestichezza nell’uso delle tecnologie multimediali

Come candidarsi:
Inviando il proprio curriculum all’indirizzo entropia@unical.it entro e non oltre martedì 24 settembre 2013

martedì 2 luglio 2013

E' uscita l'Antologia del primo corso di Scrittura Creativa del DAM

Otto lezioni per capire qualcosa di noi. Otto lezioni per imparare che siamo noi (io ed Elena) a dover ringraziare i ragazzi che hanno partecipato al corso.
Si scrive scrittura creativa ma si legge in altri modi (amicizia, fiducia, spogliarello pubblico delle sensazioni private. Fate un po’ voi). Quando Daniela mi ha proposto un laboratorio di scrittura creativa ero scettico, anni fa ne avevo tenuto uno presso l’oramai defunta aula occupata Zenith. Era andato bene? Uhm: Si e No. I partecipanti erano fantastici ma non erano usciti i racconti, solo degli scheletri di storie. Impalcature  troppo fragili per reggere il peso di una trama. Ero io il problema: troppo giovane per controllare la mia espressione ed i miei racconti, non era proprio il caso mi cimentassi anche con quelli degli altri. Si trattò più che altro di un buon laboratorio di discussione circa la letteratura che ci piaceva. Torniamo a noi: ho accettato la proposta di Daniela, ma mi sono accorto subito che non sarei stato capace di sostenere il peso di un laboratorio. Ho chiamato quindi Elena Giorgiana Mirabelli (ex alunna della Scuola Holden di Torino nonché una delle teste che animano il bel progetto di COessenza) e le ho chiesto una mano per quel che riguarda lezioni e l’editing. Elena accettò, e più tardi invitò il Vostro umilissimo narratore a presenziare alcune lezioni di un corso che teneva lei (coptata dal Circolo Cabret, altra bella realtà di Cosenza) presso la Libreria Ubik.
Uno dei passaggi che preferisco del Giovane Holden di Salinger è quando parla del divertimento dell’andare “fuori tema”, direi che questo è stato un leit motiv del nostro corso. Inizialmente avevamo deciso di dare un argomento che tenesse i racconti, per così dire, “al guinzaglio”, il tema era (guardate un po’ che fantasia) “Raccontare l’UNICAL”. Presto ci siamo accorti che era castrante, che non era giusto (anche perchè dagli incipit ci arrivavano segnali nel verso opposto: stupende storie di Science Fiction, Horror atipici, storie “Natalizie” e Cactus antropomorfi. Un bel mix di sensazioni e fantasie insomma) limitare la creatività. Ed anche se alla fine ci sono dei racconti che (di striscio o in pieno) parlano dell’UNICAL, non si può certo dire che si tratti del tema predominante. Così, per il futuro, io ed Elena ci siamo giurati che non vincoleremo mai un laboratorio ad un unico argomento ( a meno che non ci offrano un sacco di soldi. Siamo parecchio sensibili alla questione!).
A che serve scrivere se è difficile pubblicare? Non so se qualcuno dei partecipanti mi ha fatto questa domanda durante il corso, non so nemmeno se sono capace di fornire una risposta sensata, però l’idea di Daniela di fare un’antologia (si, questa che state sfogliando, anche se ora state leggendo una brutta prefazione) mi è sembrata subito ottima. Alcuni dei partecipanti avevano già avuto esperienze di pubblicazioni, altri avevano scritto sempre e solo per il piacere di farlo. Per ognuno di loro, queste pagine, sono un premio meritatissimo per l’impegno (scrivere è un lavoraccio, devi evitare le ripetizioni, controllare gli avverbi, ogni tanto tagliare delle cose che ti sembravano stupende) che hanno strappato alle loro vite scandite, altrimenti, da studio ed attività lavorative. Qualcosa è andato storto? Si, qualcosa si: alcuni dei partecipanti non hanno pubblicato nulla, nonostante avessero idee validissime. Rimane questo piccolo problema, problema che ovvieremo nelle prossime uscite dell’antologia (Daniela ha in mente di farne una specie di testimonianza della comunità di scriventi che gravità attorno all’UNICAL) e nei prossimi laboratori. Ora godetevi la lettura e sostenete questi giovani (e meno giovani) esordienti  (più o meno esordienti). La varietà è tanta, ci sono racconti umoristici e tristi. Short Stories e racconti lunghi. Ricordate: un bravo scrittore è (quasi sempre) un ottimo lettore. I partecipanti a questa raccolta sono ottimi lettori e, se doveste trovare, delle influenze manifeste non vi scandalizzate: i debiti alle proprie divinità vanno sempre onorati. Se, invece, vi dovesse capitare sotto gli occhi un refuso è colpa mia. Scrivetemi una mail e segnalatemeli. La prossima volta starò più attento. Vorrei ringraziare (oltre ad Elena, che non finirò mai di ringraziare) Rosella, che ha sopportato i miei editing notturni e non mi ha sbattuto fuori dalla stanza che condividiamo. La mia gatta Kalì che passeggiava sui fogli e mi regalava attimi di felina distrazione (facciamo che è colpa della gatta, per i refusi dico) e poi vorrei ringraziare Antonio Cristiano, amico carissimo che mi sostiene sempre e mi offre quello “sguardo pratico” che spesso mi manca. Buona lettura a voi tutti.
Michele Trotta

lunedì 27 maggio 2013

Liberare la voce naturale, laboratorio al DAM

“Liberare la voce naturale” è il titolo del seminario-laboratorio organizzato dall’Associazione culturale Conimieiocchi che si tiene questa settimana (dal 27 maggio all’1 giugno) presso il DAM dell’Unical sotto la guida di Margarete Assmuth (nella foto), cantante lirica e voice trainer per attori, insegnante dal 2009 presso la scuola internazionale di Cinema e Televisione NUCT a Cinecittà. 
Il corso introduttivo al “metodo Linklater” consiste in una serie di esercizi strutturati in progressione. Il loro obiettivo è quello di sciogliere quelle tensioni che inibiscono la voce e di tonificare immaginazione, intelletto e corpo al fine di rendere la persona disponibile alla piena espressione di pensieri ed emozioni. E’ un’architettura funzionale ed organica che parte dal rilassamento per raggiungere la potenza della capacità respiratoria e la complessità dell’espressione vocale, estensione e articolazione. A tal fine il lavoro, a partire da osservazioni e conoscenze scientifiche, è sempre soprattutto rivolto alla dinamica comunicativa come desiderio ed espressione di un impulso. 
Il laboratorio è intensivo e a numero chiuso, ma su richiesta è ammessa la partecipazione in veste di uditori.

venerdì 3 maggio 2013

Al DAM la mostra fotografica di Gianclaudio Curia

Sarà inaugurata il prossimo mercoledì 15 maggio alle ore 17 presso il DAM (Ed. Polifunzionale UNICAL), in presenza del suo autore, la mostra fotografica di Gianclaudio Curia dal titolo "Trenta volte più Unical che rara". La mostra, organizzata dall'Associazione Culturale Entropia, resterà aperta tutti i giorni dal lunedì al venerdì, dalle 10 alle 18, fino alla fine del mese. 
Di seguito, la presentazione a cura del Prof. Daniele Gambarara.

Gianclaudio Curia espone trenta foto dell’Università della Calabria. Ogni singola immagine è di grande qualità tecnica e suggestiva, e merita che ci si fermi davanti a lungo.
A percorrerle tutte, una dopo l’altra, mi sembra che ne emerga una storia, e proverò qui a raccontarla brevemente.

Lei ha da poco compiuto quarant’anni. E’ molto bella. Le persone che passando la incrociano girano la testa per continuare a guardarla. Ha da sempre molti innamorati – dichiaro apertamente che io sono uno di questi. Ma negli ultimi tempi in numero crescente essi se ne dicono delusi – e qui invece io non sono fra quelli. Certo, chi l’ha conosciuta presto prova un soprassalto di ammirazione nostalgica, di fronte alle foto di quando era giovanissima e ribelle, e ostentava provocatoriamente tatuaggi irriverenti (qui sono le prime dieci immagini). Secondo me, è la nostalgia per la nostra gioventù, e non per la sua, che si esprime in questo rimpianto.
Qualcuno di voi ha l’impressione di aver già visto qualcuna di queste foto? Ha ragione, perché sono già state oggetto di una mostra. Con una differenza però: le ha viste in bianco e nero, perché per il loro autore il colore della speranza è l’assenza di ogni colore, e quindi la possibilità di immaginare le cose con i colori che noi vogliamo. Oggi il loro recuperato colore ci avverte che quel tempo è finito.

Il fine di ogni organismo vivente è crescere e maturare. La bellezza e la speranza della metamorfosi, dell’incipiente maturazione, qui sono rappresentate nelle dieci foto centrali. Non a caso sono esse ora ad essere in bianco e nero. Non sarà forse un caso neppure che siano le uniche in cui si intravvedono figure umane.  Ci mostrano ciò che vede un innamorato quando dice: “Vedi, eravamo felici, e non lo sapevamo, avevamo ancora speranza di un futuro di un altro colore”.

Ma in quell’ “ancora” si annida già il pensiero velenoso dell’”oggi non più”. E le ultime dieci foto, che la raffigurano appunto come lei è oggi, matura e conscia di esserlo, infatti no, non sono in bianco e nero, e non sono abitate.
Non sono in bianco e nero, ma i suoi colori sono i suoi, e sono indimenticabili. Il suo vero mascara spiazza e cancella i falsi sogni di acqua e sapone di chi la vorrebbe incerta e plasmabile. Non esibisce più i suoi tatuaggi, ma li ha conservati, se si sa dove sbirciare. E non vi sono persone, perché i suoi nuovi innamorati devono ancora arrivare. Gli innamorati vecchi e delusi si sono allontanati; resta solo, in disparte, un antico amante. Il ponte è aperto e sgombro. Invitati da queste foto, vi saliranno per incontrarla persone che non riusciamo a immaginare. Meglio per lei.

Daniele Gambarara
Prof. ordinario di Filosofia del Linguaggio
Università della Calabria