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martedì 28 febbraio 2017

Camera con Vista, visioni di Vittorio Giordano


Dopo aver lanciato il Premio fotografico, in collaborazione con il Festival del fumetto Le Strade del Paesaggio e Corigliano Calabro Fotografia, verrà ufficialmente presentata il 6 marzo, a distanza di un anno dalla prematura scomparsa del fotografo Vittorio Giordano, l'associazione “camera con vista”: collettivo di amici, creativi, appassionati che decidono di investire nel campo delle arti visive attraverso percorsi di formazione, proseguendo la linea artistica tracciata dal lavoro di Vittorio.

Ad accompagnare la presentazione della neonata associazione, saranno proprio le foto di Vittorio Giordano: in mostra trenta scatti del fotografo, che raccolgono in modo potente e significativo, un'attività nel campo delle arti visive ventennale, che ha sempre saputo emergere in modo libero e ricco di personalità in campi assolutamente variegati: dalla musica, al teatro, passando per i reportage, il racconto per immagini di Paesi suggestivi e vivissimi.

L'iniziativa, organizzata dall'associazione "camera con vista" in collaborazione con associazione culturale Entropia e Le Strade del Paesaggio, si svolgerà presso il DAM (Dipartimento autogestito multimediale), Edificio Polifunzionale, Università della Calabria, dove Vittorio ha tenuto dal 2011 al 2015 i suoi laboratori di fotografia, formando decine e decine di giovani appassionati di fotografia.

La mostra rimarrà aperta fino al 20 marzo.

martedì 5 luglio 2016

"Un mondo, molti mondi", mostra fotografica collettiva

Esito finale del Laboratorio di Fotografia organizzato dall'Associazione Culturale Entropia. La mostra, dal titolo "Un mondo, molti mondi", a cura di Valentino Celico, raccoglie i lavori realizzati dai partecipanti al Laboratorio avviato lo scorso autunno da Vittorio Giordano. Vittorio ha curato ogni anno il laboratorio dell'Associazione ed ha lasciato un ricordo indelebile nella nostra memoria ed in quella dei ragazzi che ha formato, e questo è vero anche per chi lo ha conosciuto appena. 
Dopo la sua prematura scomparsa, il Laboratorio è stato portato a termine da Valentino Celico, allievo di Vittorio, e la mostra sarà anche un modo per ricordare la sua bella persona e la sua passione per la fotografia. Il tema è stato scelto dai ragazzi, e racconta la vita degli studenti internazionali all'Università della Calabria.

mercoledì 15 aprile 2015

"Arte, bellezza, tempo" mostra fotografica collettiva


Bellezza effimera, mutevole. Bellezza durevole, capace di resistere agli attacchi del tempo fino ad essere considerata arte. Strade diverse a volte intrecciate che scorrono sotto i nostri occhi, filtrate dalla nostra soggettività e dalle lenti di un obiettivo.

Sarà inaugurata martedì 21 aprile alle ore 18 al DAM (Ed. Polifunzionale - Università della Calabria) la mostra collettiva del Laboratorio di Fotografia organizzato dall'Associazione Culturale Entropia a cura di Vittorio Giordano. Il laboratorio, alla sua terza edizione, si è svolto nell'autunno-inverno scorso: dopo aver appreso le tecniche base della fotografia, i partecipanti hanno lavorato su un tema concordato, sviluppandolo ognuno da una prospettiva personale. Il risultato del laboratorio sarà esposto al pubblico presso i locali dell'associazione, da martedì 21 fino alla fine di aprile (da lun a ven, dalle ore 10 alle ore 18). Nell'occasione saranno consegnati gli attestati di partecipazione.

La mostra contiene le foto di: Elenio Avolio, Celeste Barrara, Alessandra Caroselli, Francesco Conforti, Piero Fino, Marta Ledonne, Giusy Lombardi, Maria Muoio, Katia Stabile, Simone Zullo, Mariafrancesca Astorino, Eugenio Longo, Armando Sdao, Nicola D’agostino, Giampaolo Tundis.

venerdì 3 maggio 2013

Al DAM la mostra fotografica di Gianclaudio Curia

Sarà inaugurata il prossimo mercoledì 15 maggio alle ore 17 presso il DAM (Ed. Polifunzionale UNICAL), in presenza del suo autore, la mostra fotografica di Gianclaudio Curia dal titolo "Trenta volte più Unical che rara". La mostra, organizzata dall'Associazione Culturale Entropia, resterà aperta tutti i giorni dal lunedì al venerdì, dalle 10 alle 18, fino alla fine del mese. 
Di seguito, la presentazione a cura del Prof. Daniele Gambarara.

Gianclaudio Curia espone trenta foto dell’Università della Calabria. Ogni singola immagine è di grande qualità tecnica e suggestiva, e merita che ci si fermi davanti a lungo.
A percorrerle tutte, una dopo l’altra, mi sembra che ne emerga una storia, e proverò qui a raccontarla brevemente.

Lei ha da poco compiuto quarant’anni. E’ molto bella. Le persone che passando la incrociano girano la testa per continuare a guardarla. Ha da sempre molti innamorati – dichiaro apertamente che io sono uno di questi. Ma negli ultimi tempi in numero crescente essi se ne dicono delusi – e qui invece io non sono fra quelli. Certo, chi l’ha conosciuta presto prova un soprassalto di ammirazione nostalgica, di fronte alle foto di quando era giovanissima e ribelle, e ostentava provocatoriamente tatuaggi irriverenti (qui sono le prime dieci immagini). Secondo me, è la nostalgia per la nostra gioventù, e non per la sua, che si esprime in questo rimpianto.
Qualcuno di voi ha l’impressione di aver già visto qualcuna di queste foto? Ha ragione, perché sono già state oggetto di una mostra. Con una differenza però: le ha viste in bianco e nero, perché per il loro autore il colore della speranza è l’assenza di ogni colore, e quindi la possibilità di immaginare le cose con i colori che noi vogliamo. Oggi il loro recuperato colore ci avverte che quel tempo è finito.

Il fine di ogni organismo vivente è crescere e maturare. La bellezza e la speranza della metamorfosi, dell’incipiente maturazione, qui sono rappresentate nelle dieci foto centrali. Non a caso sono esse ora ad essere in bianco e nero. Non sarà forse un caso neppure che siano le uniche in cui si intravvedono figure umane.  Ci mostrano ciò che vede un innamorato quando dice: “Vedi, eravamo felici, e non lo sapevamo, avevamo ancora speranza di un futuro di un altro colore”.

Ma in quell’ “ancora” si annida già il pensiero velenoso dell’”oggi non più”. E le ultime dieci foto, che la raffigurano appunto come lei è oggi, matura e conscia di esserlo, infatti no, non sono in bianco e nero, e non sono abitate.
Non sono in bianco e nero, ma i suoi colori sono i suoi, e sono indimenticabili. Il suo vero mascara spiazza e cancella i falsi sogni di acqua e sapone di chi la vorrebbe incerta e plasmabile. Non esibisce più i suoi tatuaggi, ma li ha conservati, se si sa dove sbirciare. E non vi sono persone, perché i suoi nuovi innamorati devono ancora arrivare. Gli innamorati vecchi e delusi si sono allontanati; resta solo, in disparte, un antico amante. Il ponte è aperto e sgombro. Invitati da queste foto, vi saliranno per incontrarla persone che non riusciamo a immaginare. Meglio per lei.

Daniele Gambarara
Prof. ordinario di Filosofia del Linguaggio
Università della Calabria

giovedì 14 marzo 2013

Restare è come Viaggiare, mostra fotografica collettiva

La mostra che sarà inaugurata il 20 marzo al DAM (H18.00) rappresenta l'esito finale del Laboratorio di Fotografia "Camera con Vista" (II edizione) organizzato dall'Associazione culturale Entropia e curato da Vittorio Giordano. Il laboratorio ha visto la partecipazione attiva di tanti studenti dell'Unical e non solo.

Questa mostra è volta a rendere testimonianza a luoghi in cui l’identità storica sta subendo grosse trasformazioni. La metamorfosi dei centri “storici” di moltissimi paesi dell’entroterra calabrese ci ha portato a riflettere su alcune condizioni che a prima vista sembrano sfuggire a chi, con poca introspezione, è dedito a non accettare quello che autenticamente è avvenuto. Noi a differenza di molti crediamo, che è giusto restituire a questi posti ciò che un tempo gli è stato tolto, perché reputiamo il contrario un fattore controproducente per piccoli paesini che sono sull’orlo del collasso umano, sociale ed artistico.
Ciò che vorremmo proporre sono dei luoghi divenuti non luoghi, la nostalgia del paese perduto e la capacità di affermarci come appartenenti ad una storia antica quanto l’uomo.
Grazie alla fotografia, abbiamo potuto percepire che la Calabria si è delocalizzata, è uscita “fuori di sé”; una storia segnata da mobilità di uomini, cose, animali, spostamenti di abitanti, abbandoni e rifondazioni di luoghi, perché parliamo di “anima dei luoghi” dove giace storicità. Ma bisogna mantenerla viva per dar la possibilità a chi non conosce questi luoghi, di innamorarsene alla vista di sole poche immagini e renderle parte di un tutto.
Il rimpianto e la speranza sono tratti costitutivi di una recente forma di erranza, che riguarda anche i pochi che sono rimasti. C’è chi parte, per sentirsi vivo altrove e c’è chi è rimasto aggrappato alle proprie radici, questo non esclude che chi è partito non senta nostalgia per il paese perduto e non voglia anche in tempi futuri ritornare alla cultura di origine.
Restare, allora, come scrive Vito Teti, non è per tanti una scorciatoia, un atto di pigrizia, una scelta di comodità; restare è un’avventura, un atto d’incoscienza, e forse, di prodezza, una fatica e un dolore (…) restare è la forma estrema del viaggiare.
Lasciatevi catturare dunque da immagini che potrebbero in qualche modo, smuovere il senso critico e l’immobilità che ci frena, per far vivere di lucentezza propria tutti questi incantevoli posti, ormai caduti nel dimenticatoio.

Buona visione!

martedì 11 dicembre 2012

Le Giornate di Cosenza in mostra al DAM

Il 23 novembre 2002 a Cosenza decine di migliaia di persone scesero in piazza per chiedere la liberazione delle attiviste e degli attivisti noglobal arrestati nell'inchiesta sul sud ribelle. A dieci anni di distanza la Coessenza ricorda quei giorni di mobilitazione, e le tappe successive della vicenda, con una mostra di materiali fotografici firmati da autori diversi che hanno volontariamente contribuito al progetto grafico curato da Dino Grazioso. 
In trenta pannelli 70x100 viene raccontata la grande lezione di civiltà di una piccola città del Sud Italia capace di ribellarsi alle ingiustizie e di ribaltare con dignità e determinazione il corso degli eventi. Il 15 novembre 2002 Cosenza si risveglia al centro di una maxioperazione di polizia che porta in carcere 20 persone per reati di cospirazione politica, legati alle vicende del G8 di Genova. La città reagisce subito agli arresti, viene convocata una conferenza stampa, prendono posizione il sindaco e il consiglio comunale, assemblee e cortei si susseguono – a Cosenza come a Napoli, a Roma e in altre città – fino al grande appuntamento del 23 novembre, preceduto da un’assemblea oceanica nell’Aula Magna dell’Unical. Nel giro di 18 giorni tutti gli arrestati vengono liberati. Il 2 dicembre 2004 inizia il processo di primo grado che si concluderà solo a giugno di quest’anno in cassazione con la piena assoluzione di tutti gli imputati. 
La mostra rappresenta un contributo alla memoria collettiva, grazie ai lavori di Gianni Muraca, Manuela Perna, Luca Mannarino, Francesco Grazioli, Guru, Luigi Celebre, Stefania Tropea, FataNera, Ciccio Noto e tanti altri. Allestita ieri all’Università della Calabria presso il DAM, resterà aperta fino al 18 dicembre (secondo gli orari d’apertura della struttura, dalle 9 alle 19, escluso sabato e domenica) per poi spostarsi in città nell’area delle ex Officine su viale Parco, dove rimarrà disponibile al Rialzo per tutte le vacanze natalizie.

Nell’ambito dell’esposizione al DAM, l’Associazione culturale Entropia - che ne ha curato l'allestimento con la collaborazione dei volontari del SCN - ha previsto per giovedì 13 dicembre alle ore 18 la presentazione pubblica della mostra con i curatori della Coessenza.