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giovedì 14 marzo 2013

Restare è come Viaggiare, mostra fotografica collettiva

La mostra che sarà inaugurata il 20 marzo al DAM (H18.00) rappresenta l'esito finale del Laboratorio di Fotografia "Camera con Vista" (II edizione) organizzato dall'Associazione culturale Entropia e curato da Vittorio Giordano. Il laboratorio ha visto la partecipazione attiva di tanti studenti dell'Unical e non solo.

Questa mostra è volta a rendere testimonianza a luoghi in cui l’identità storica sta subendo grosse trasformazioni. La metamorfosi dei centri “storici” di moltissimi paesi dell’entroterra calabrese ci ha portato a riflettere su alcune condizioni che a prima vista sembrano sfuggire a chi, con poca introspezione, è dedito a non accettare quello che autenticamente è avvenuto. Noi a differenza di molti crediamo, che è giusto restituire a questi posti ciò che un tempo gli è stato tolto, perché reputiamo il contrario un fattore controproducente per piccoli paesini che sono sull’orlo del collasso umano, sociale ed artistico.
Ciò che vorremmo proporre sono dei luoghi divenuti non luoghi, la nostalgia del paese perduto e la capacità di affermarci come appartenenti ad una storia antica quanto l’uomo.
Grazie alla fotografia, abbiamo potuto percepire che la Calabria si è delocalizzata, è uscita “fuori di sé”; una storia segnata da mobilità di uomini, cose, animali, spostamenti di abitanti, abbandoni e rifondazioni di luoghi, perché parliamo di “anima dei luoghi” dove giace storicità. Ma bisogna mantenerla viva per dar la possibilità a chi non conosce questi luoghi, di innamorarsene alla vista di sole poche immagini e renderle parte di un tutto.
Il rimpianto e la speranza sono tratti costitutivi di una recente forma di erranza, che riguarda anche i pochi che sono rimasti. C’è chi parte, per sentirsi vivo altrove e c’è chi è rimasto aggrappato alle proprie radici, questo non esclude che chi è partito non senta nostalgia per il paese perduto e non voglia anche in tempi futuri ritornare alla cultura di origine.
Restare, allora, come scrive Vito Teti, non è per tanti una scorciatoia, un atto di pigrizia, una scelta di comodità; restare è un’avventura, un atto d’incoscienza, e forse, di prodezza, una fatica e un dolore (…) restare è la forma estrema del viaggiare.
Lasciatevi catturare dunque da immagini che potrebbero in qualche modo, smuovere il senso critico e l’immobilità che ci frena, per far vivere di lucentezza propria tutti questi incantevoli posti, ormai caduti nel dimenticatoio.

Buona visione!

martedì 5 marzo 2013

Corso di Fumetto al DAM, si parte il 21 marzo

Associazione Culturale Entropia
presenta

CORSO DI FUMETTO
“Supereroi non si nasce”


a cura di
Marco Serravalle
Diplomato Scuola Internazionale di Comics - Roma

Il corso avrà la durata di 25 ore (pari a 1 cfu): gli incontri, della durata di 2 ore, si terranno una volta a settimana. Il corso comprende lezioni teoriche e pratiche, oltre alla realizzazione di una mostra finale con i lavori realizzati.
Nelle prime lezioni si daranno delle impostazioni di anatomia e prospettiva.Si passerà in seguito alla realizzazione di tavole a fumetto, durante la quali approfondiremo temi come disegnare un’auto, regole di regia, disegnare le mani, consigli in generale.
Punto focale del corso sarà sviluppare tavole inerenti ai vari generi del fumetto più importanti: Supereroistico, fantasy, fantascienza (cyberpunk, steampunk), horror, azione, ecc.

A fine corso:
• Si realizzerà una storia da 8 tavole interamente sviluppata dai corsisti.
• Verrà allestita una mostra con i lavori.
• Sarà rilasciato un attestato di partecipazione.
• Possibilità di pubblicazioni.

Per informazioni e prenotazioni tel. 0984.493086 - 347.6849520 - marcoserravalle@gmail.com

Il primo incontro fissato per il 21 marzo alle ore 17.00 al DAM è una presentazione del corso ed è aperto a tutti.
L’iscrizione deve essere regolarizzata a fine incontro.

Mostra fotografica al DAM


martedì 11 dicembre 2012

Le Giornate di Cosenza in mostra al DAM

Il 23 novembre 2002 a Cosenza decine di migliaia di persone scesero in piazza per chiedere la liberazione delle attiviste e degli attivisti noglobal arrestati nell'inchiesta sul sud ribelle. A dieci anni di distanza la Coessenza ricorda quei giorni di mobilitazione, e le tappe successive della vicenda, con una mostra di materiali fotografici firmati da autori diversi che hanno volontariamente contribuito al progetto grafico curato da Dino Grazioso. 
In trenta pannelli 70x100 viene raccontata la grande lezione di civiltà di una piccola città del Sud Italia capace di ribellarsi alle ingiustizie e di ribaltare con dignità e determinazione il corso degli eventi. Il 15 novembre 2002 Cosenza si risveglia al centro di una maxioperazione di polizia che porta in carcere 20 persone per reati di cospirazione politica, legati alle vicende del G8 di Genova. La città reagisce subito agli arresti, viene convocata una conferenza stampa, prendono posizione il sindaco e il consiglio comunale, assemblee e cortei si susseguono – a Cosenza come a Napoli, a Roma e in altre città – fino al grande appuntamento del 23 novembre, preceduto da un’assemblea oceanica nell’Aula Magna dell’Unical. Nel giro di 18 giorni tutti gli arrestati vengono liberati. Il 2 dicembre 2004 inizia il processo di primo grado che si concluderà solo a giugno di quest’anno in cassazione con la piena assoluzione di tutti gli imputati. 
La mostra rappresenta un contributo alla memoria collettiva, grazie ai lavori di Gianni Muraca, Manuela Perna, Luca Mannarino, Francesco Grazioli, Guru, Luigi Celebre, Stefania Tropea, FataNera, Ciccio Noto e tanti altri. Allestita ieri all’Università della Calabria presso il DAM, resterà aperta fino al 18 dicembre (secondo gli orari d’apertura della struttura, dalle 9 alle 19, escluso sabato e domenica) per poi spostarsi in città nell’area delle ex Officine su viale Parco, dove rimarrà disponibile al Rialzo per tutte le vacanze natalizie.

Nell’ambito dell’esposizione al DAM, l’Associazione culturale Entropia - che ne ha curato l'allestimento con la collaborazione dei volontari del SCN - ha previsto per giovedì 13 dicembre alle ore 18 la presentazione pubblica della mostra con i curatori della Coessenza.  

lunedì 3 dicembre 2012

Al DAM la presentazione del libro "Blocco 52"

Il nome dell’autore è lo pseudonimo di un collettivo di scrittura ispirato dalla lezione del New Italian Epic. Nato tra la Salerno-Reggio Calabria e il far east del meridione d’Italia, all’incrocio del desiderio di chiudere una stagione di odi etnici fra le varie città della Calabria e la voglia di raccontare e fare memoria. Lou, richiama il nome di Luigi – il protagonista del libro. Palanca, rinvia ad un’icona calcistica dell’intera Calabria, quando le vittorie sportive supportavano le speranze di un riscatto sociale e di uno sviluppo che sembrava a portata di mano. 
Il romanzo sarà presentato all'Università della Calabria il prossimo 5 dicembre, per iniziativa dell'Associazione Culturale Entropia in collaborazione con i volontari del Servizio Civile, nell'ambito delle attività previste dal progetto "Da studente a cittadino". Alla discussione che si terrà al DAM (Ed . Polifunzionale) prenderanno parte gli autori e i relatori Oscar Greco e Francesca Viscone. 
La sera del primo aprile 1965, nel centro storico di Catanzaro viene ucciso Luigi Silipo, 49 anni, presidente regionale dell’Alleanza Contadini. Sono passati 30 anni dall’ultimo omicidio avvenuto nella città e si tratta, a suo modo, di una morte eccellente e misteriosa. Silipo era stato segretario della federazione provinciale del Pci e dal 1956 al 1962 aveva fatto parte del Comitato Centrale di Botteghe Oscure.Dei 6 colpi di pistola che lo raggiungono, 4 attingono la schiena, uno la fronte e l’altro la nuca. Sembrerebbe una vera esecuzione.La notizia raggiunge le prime pagine dei giornali nazionali, ma fin da subito risulta avvolta da una sorte di coltre misteriosa.  
Le indagini che si sviluppano toccheranno varie piste: da una vera e propria esecuzione mafiosa legata alla attività sindacale di tutela dei braccianti, alla pista passionale, alcuni investigatori adombrando maliziosamente anche tendenze omosessuali; da possibili contrasti familiari alla soluzione di contrasti interni al partito.In effetti nel corso degli anni successivi all’interno del Pci emerge una certa reticenza a parlare dell’accaduto. Finanche il fascicolo processuale divenne introvabile negli archivi del Palazzo di Giustizia.Come molti comunisti Silipo trascorreva le vacanze in Cecoslovacchia, ma resta certamente da capire perché l’anno successivo all’omicidio le indagini paiono improvvisamente ad una svolta, con una donna di Scilla, legata in qualche modo al Pc cecoslovacco, che vuole parlare con la Polizia del delitto e un alto dirigente dello stesso partito d’oltrecortina improvvisamente giunto a Catanzaro per incontrare i dirigenti locali del Pci. Ma dopo quasi mezzo secolo rimane solo oblio e domande senza risposte.