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venerdì 8 giugno 2012

"Elogio della radicalità", presentazione del libro di Bevilacqua

"Essere radicale significa cogliere le cose dalla radice. Ma la radice per gli uomini è l'uomo stesso". Sono parole scritte da Marx nel 1843 che oggi si ripresentano in tutta la loro potente attualità: proprio di questa radicalità e di questa umanità abbiamo urgente bisogno nel tempo in cui viviamo.
Ne è convinto lo storico Piero Bevilacqua che nel suo ultimo saggio “Elogio della radicalità” edito da Laterza, ripropone questo significato di radicalità come chiave per ritrovare la felicità in un’epoca dominata da crisi cicliche e irreversibili.
Una tesi attualissima, che l’autore discuterà all’Università della Calabria, martedì 19 giugno alle ore 17.30 presso il DAM (Dipartimento Autogestito Multimediale) al Polifunzionale, in occasione della presentazione del libro organizzata da Filorosso e SudAlterno. Con lui al tavolo dei relatori la sociologa Giovanna Vingelli, il preside della facoltà di Lettere e Filosofia Raffaele Perrelli, il filosofo e portavoce del circolo tematico di Sel Fortunato Cacciatore, l’artista ed animatore del Filorosso Manolo Muoio.
Per incredibile che possa apparire, viviamo una fase nella quale, nonostante l'immenso patrimonio di conoscenze di cui disponiamo, stiamo soffocando sotto la coltre di un occultamento totalitario della nostra umana radice. Qual è il nostro fine, la nostra possibile felicità sulla terra, la nostra responsabilità verso le altre creature che la popolano, la natura, le generazioni che verranno? Tutti gli ideali di umano progresso e incivilimento che dall'Illuminismo in poi si sono susseguiti come orizzonti del nostro avvenire sono oggi ridotti a questa vacua teleologia dell"andare avanti' e sempre sullo stesso sentiero.
'Radicale' significa affondare lo sguardo in profondità, nei meccanismi costitutivi dei processi materiali. È questo rinnovato e rivoluzionario sapere, questo sguardo a tutto campo sul vivente, che sta rivelando e non cessa ancora di scoprire i beni comuni dai quali dipendono la nostra vita e il benessere di tutti.
L’iniziativa si tiene a pochi giorni dalla morte di Mario Alcaro, filosofo della natura e docente Unical, appassionato meridionalista, a cui va il pensiero unanime degli organizzatori e dei relatori che con lui hanno condiviso tante riflessioni e discussioni private e pubbliche, e che gli renderanno omaggio martedì prossimo con un dibattito che un ‘radicale’ come il prof Alcaro avrebbe senz’altro condiviso ed arricchito con la sua presenza.

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