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venerdì 24 marzo 2023

"La restanza" al DAM, presentazione del libro di Vito Teti


La restanza è un atto politico, un processo dinamico e creativo, conflittuale ma potenzialmente rigenerativo per i luoghi e per chi sceglie di abitarli: ecco il senso che l’antropologo Vito Teti attribuisce a questa nuova parola nel libro “La restanza” (Giulio Einaudi Editore, 2022), che sarà presentato al DAM dell’Università della Calabria giovedì 11 maggio alle ore 17:30, per iniziativa di Filorosso, Entropia APS e Arci.  
All’Unical Teti ha insegnato fino al 2020, da allora ha scelto di tornare a vivere a San Nicola da Crissa, il paese del vibonese in cui è nato e cresciuto, nella stessa casa di famiglia dove ha vissuto la migrazione del padre e poi la propria. In parte autobiografico è anche “La restanza”, un saggio breve ma di non semplicissima lettura, un concentrato del pensiero di un intellettuale che al tema dei luoghi ha dedicato tutta la sua produzione più recente. In piena pandemia lo studioso osserva l’incremento del fenomeno di ritorno nei paesi del Sud e dell’Italia interna da parte di vecchi e nuovi abitanti, alla ricerca di stili di vita più sani, lenti e meno caotici, maggiormente in sintonia con la natura e non ancora completamente stravolti dal capitalismo. Sempre di più sono i giovani che scelgono di restare nella propria terra d’origine ed investire in un’attività sostenibile economicamente ma anche e soprattutto socialmente. 
Durante l’incontro con l’autore, a cui prenderanno parte la scrittrice Sonia Serazzi e i docenti Unical Fulvio Librandi (allievo di Teti) e Domenico Cersosimo (autore di diversi studi sul tema), ci sarà spazio per indagare più a fondo questo fenomeno e capire cosa è effettivamente rimasto dopo la pandemia. “La restanza è una moda passeggera per chi se la può permettere - scrive Daniela Ielasi, giornalista e presidente di Entropia - oppure è una tendenza che sta già prendendo corpo e che può cambiare il destino dei paesi, delle città e dei giovani calabresi? La risposta non è scontata e molto dipenderà da quanto saremo in grado come comunità di determinare i processi in atto”. 
Da qui l’interesse verso il libro e verso gli studi che il professore Teti ed altri stanno conducendo: affinché un fenomeno diventi sistema occorrono politiche adeguate, che rendano i luoghi più funzionali alle mutate esigenze, senza snaturarli. Proprio nel solco fra politica e poesia si inserisce la narrazione nostalgica e pragmatica de “La restanza”, con l’obiettivo di mostrare una strada da percorrere, difficile ma non impossibile, una strada per certi versi già tracciata, quasi inevitabile, perché connaturata nell’essere umano. “Partire e restare sono i due poli della storia dell’umanità. Al diritto a migrare corrisponde il diritto a restare, edificando un altro senso dei luoghi e di se stessi”.
 

lunedì 13 marzo 2023

"Peppino Impastato, la memoria difficile", presentazione del libro al Dam con i compagni di lotta

 

La figura di Peppino Impastato è certamente molto più complessa, ricca e articolata dell'icona cinematografica che spesso si è sovrapposta alla realtà. Vengono qui raccolte trentanove testimonianze che riguardano tutto l'arco della vita di Peppino fino alla sua uccisione per mano mafiosa. Episodi, ricordi, aneddoti raccontati dalla viva voce di chi gli è stato accanto, dai compagni di giochi dell'infanzia ai compagni di lotta degli ultimi anni passando attraverso le storie inedite delle ragazze del Circolo Musica e Cultura. Ed è una voce che spesso si incrina per l'emozione perché, anche dopo più di quarant'anni da quei tragici avvenimenti, il ricordo è ancora vivo e doloroso. 

Da questi racconti emerge la figura di un leader che non voleva essere tale, una guida suo malgrado ma con una capacità straordinaria di radunare attorno a sé la meglio gioventù del suo paese. Una storia collettiva, dunque, che tratteggia i contorni della figura di Peppino oltre lo stereotipo dell'eroe solitario.

giovedì 9 marzo 2023

Aspettando la Primavera con il pranzetto di Giulia Secreti



SABATO 18 MARZO 2023 - H 13:30
DAM, Edificio Polifunzionale - Università della Calabria, Rende (CS)

Pranzetto di Primavera a cura di Giulia Secreti

La lagane e ceci è il piatto tradizionale del giorno della festa di San Giuseppe, particolarmente sentita a Cosenza, insieme alla fiera, alle lagane appunto, e alle zeppole.

I ceci rimandano anche alla figura dello stolto del paese e a uno dei suoi tanti aneddoti.
Un giorno, uscendo di casa per il lavoro nei campi, la mamma disse a Jugale: “Juga’! Quannu l’acqua vuggia, cala dua ciciari!” E Jugale così fece, calò due ceci nell’acqua bollente, e poi e ne assaggiò uno per il sale e l’altro per la cottura. Quando al rientro, stanca e affamata, la mamma trovò solo acqua vuddruta nella pentola, lo sciagurato non fece in tempo a dire niente, tante le bastonate che prese, che andava gridando ahiiiii!!! per tutto il paese.

(Giulia)



MENU*

Lagane e ciciari, con olio extravergine d’oliva e crema d’aglio.

Nido di verza ripassata alla cosentina, olio extravergine d’oliva e pepe pesato.

Cicerata di San Giuseppe, raviolo dolce calabrese. 

Pane, acqua e bicchiere di vino sono inclusi. Escluse altre bevande. 

*Il menù potrebbe subire lievi variazioni in base alla reperibilità dei prodotti.


Utilizzo di piante ed erbe aromatiche mediterranee, olio extravergine d’oliva, sale integrale.
Allergeni glutine, latte, uova, aglio.

Le lagane sono un formato di pasta tradizionale calabrese, realizzate a mano da Fatti di semola, impastando semola e acqua.



Posti limitati – prenotazione obbligatoria entropia.scu@gmail.com

Costo 10 euro + tessera ARCI

martedì 7 marzo 2023

Guido Viale al DAM con il libro su Lotta Continua


Guido Viale fa tappa all'Università della Calabria con il libro dal titolo “Niente da dimenticare. Verità e menzogne su Lotta Continua” (edizioni Interno4). La presentazione, che si terrà giovedì 9 marzo alle ore 17:30 al DAM (Polifunzionale Unical) con la partecipazione di Donatella Barazzetti, Vittorio Cappelli e Ida Rende, tutti ex esponenti di LC, e del giornalista Alfonso Bombini, si inserisce nel solco della memoria che contraddistingue da sempre l'attività del Filorosso. 

“Le nuove generazioni – spiega Filorosso in una nota - ignorano del tutto o conoscono solo in parte  la storia degli anni Sessanta e Settanta e dei movimenti giovanili che l'hanno animata: quell’epoca viene ricordata comunemente come gli “anni di piombo”, segnati da bombe e lotta armata, dimenticando la passione civica e le conquiste sociali che li hanno caratterizzati. Parlare di questi temi all'università è educativo e formativo per gli studenti e i giovani di oggi, specie per quanti sono attivi e coltivano quello stesso desiderio di cambiare il mondo”.

Lotta Continua è stata una delle maggiori formazioni della sinistra extraparlamentare italiana e Guido Viale uno dei suoi principali dirigenti. Prima ancora era stato tra i portavoce del Movimento Studentesco torinese che, con l’occupazione di palazzo Campana nell’autunno del 1967, aveva acceso la miccia del Sessantotto. Il libro ricostruisce la storia dell'organizzazione dalla sua nascita nell'autunno del 1969 fino allo scioglimento nel 1976 e affronta in diversi e dettagliati capitoli tutta la vicenda del cosiddetto processo Calabresi. L'intento dell'autore è quello di ristabilire la verità su Lotta Continua e su ciò che ha rappresentato. 

C'è una prima parte anche molto personale, incentrata su Torino, dove è avvenuta la saldatura tra operai e studenti. La seconda parte del libro, però, è quella che spiega a fondo il sottotitolo. È infatti concentrata sulla vicenda giudiziaria che ha investito Lotta Continua, fino a condizionarne la storia. Tutto nasce dalla strage di Piazza Fontana, il 12 dicembre 1969. Piazza Fontana segna simbolicamente l’inizio della “strategia della tensione” e delle stragi di Stato, con esponenti dei servizi segreti che coprono i neofascisti che mettono le bombe. E il libro evidenzia tutte le menzogne, le incongruenze, le falsità che sono passate per arrivare alla condanna degli esponenti di Lotta Continua per l'omicidio del commissario Calabresi. 

“Lo spirito che cerco di mettere in evidenza – sottolinea lo stesso autore Guido Viale – è la solidarietà, l’interesse, la curiosità e l’ascolto delle persone diverse da noi nel tentativo di convergere verso degli obiettivi comuni”. Quello è lo spirito che occorre recuperare per cambiare lo stato di cose presenti e per non rimanere fermi agli slogan.